Il mistero della scacchiera sulla Cattedrale

Sulla facciata sinistra della Cattedrale di San Lorenzo compare una scacchiera.La potete vedere nella foto.

8×8, a due colori, probabilmente in origine bianco e nero. E’ posta verticalmente sulla parete a circa 4 metri di altezza. Perche’ si trova in quella posizione? Qual’è la sua storia? Sono state avanzate diverse ipotesi.

La prima narrata dal Caffaro, il famoso annalista, secondo il quale una delle numerose battaglie tra i Genovesi e i rivali Pisani venne combattuta dai dogi delle due città, sulla scacchiera. In fondo il gioco degli scacchi altro non è che una battaglia tra due eserciti.
Secondo la narrazione, il vincitore fu il doge genovese, che, dopo la vittoria, collocò la scacchiera sulla cattedrale in segno di ringraziamento.

La seconda storia ci porta all’epoca dei Cavalieri Templari. Il gioco degli scacchi venne importato secondo alcuni studiosi dall’oriente dai crociati. E Genova era proprio sulla rotta tra Roma e Gerusalemme verso Francia e Spagna. Che i templari conoscessero il gioco degli scacchi vi è traccia sul “libro des los Juegos” completato nel 1283 e commissionato dal Re di Spagna Alfonso X.

Ma cosa accosta il gioco ai templari? Per esempio il dualismo tra bene e male, ben presente sulla scacchiera con i colori bianco e nero, che si ritrovano anche nello stendardo di battaglia dei Templari, il cosiddetto Beaucent. Ma anche il significato spirituale dei singoli pezzi con il pedone simoleggiate l’uomo che procede passo passo superando gli ostacoli fino al termine della scacchiera ovvero all’iniziazione.

L’ultima storia attribuisce la scacchiera a Megollo (Domenico) Lercari, celebre per il suo carattere orgoglioso e irascibile, per l’abilità come mercante e per la passione per gli scacchi. Passando in via Garibaldi, si puo’ identificare il palazzo della famiglia Lercari dai due talamoni che ne sorvegliano l’ingresso. Sono privi del naso. Pare che Megollo, che visse all’inizio del 1300, intrattenesse commerci con Trebisonda, sul mar Nero, e divenne amico dell’imperatore Alessio II. Si narra che un giorno Megollo sfidò Andronico, il favorito di corte, ad una partita a scacchi. Costui per tutta la durata della partita ricoprì di insulti Megollo e la sua Genova.

Tornato in patria, e deciso a vendicare le offese ricevute, armò due galee e ripartì per Trebisonda, dove fece razzie e tagliò i nasi dei sudditi dell’imperatore fino a quando non gliv ennero concessi altri territori e diritti per i propri affari. La scacchiera sulla cattedrale, secondo alcuni, sarebbe appartenuta a Megollo.

Questa curiosità puoi vederla a Genova, qui.

 

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